Se la Regione Marche impegna 7 milioni di euro l’anno per far viaggiare in aereo 50 passeggeri al giorno, perché non può trovare una cifra analoga per far viaggiare gratis circa 50.000 studenti al giorno sui mezzi pubblici?
La gratuità del trasporto pubblico per gli studenti delle scuole dell’obbligo non è una promessa irrealizzabile né una boutade elettorale. È una misura concreta, già adottata con successo in altre regioni italiane, che potrebbe rappresentare un sostegno reale per migliaia di famiglie marchigiane.
In questi giorni ho depositato una mozione, sottoscritta da tutti i consiglieri regionali di minoranza, con cui chiediamo alla Giunta regionale di valutare l’introduzione della gratuità del trasporto pubblico urbano ed extraurbano per gli studenti delle scuole primarie e secondarie, di primo e secondo grado.
Non si tratta di inventare nulla. Abbiamo studiato esperienze già attive e funzionanti nel nostro Paese.
In Emilia-Romagna, ad esempio, il programma “Salta su” coinvolge ormai oltre 200 mila studenti, circa il 40% della popolazione studentesca regionale. Il progetto garantisce l’accesso gratuito ad autobus urbani, extraurbani e treni per gli studenti fino a 20 anni; per gli studenti delle scuole superiori la gratuità è prevista per famiglie con ISEE fino a 30 mila euro. In Campania, inoltre, il beneficio è stato esteso anche agli universitari.
L’Emilia-Romagna investe oggi oltre 30 milioni di euro all’anno in questa misura. Rapportando quei numeri alla realtà marchigiana, il costo sarebbe decisamente sostenibile. Nelle Marche gli studenti delle scuole superiori, i principali utilizzatori del trasporto pubblico, sono circa 70 mila, e secondo dati ufficiali regionali circa 50 mila utilizzano già il trasporto pubblico locale. Una misura analoga potrebbe quindi essere realizzata e studiata dalla Regione stimando cifre necessarie sui 7/8 milioni di euro.
I benefici sarebbero enormi: incentivare la mobilità sostenibile, ridurre traffico ed emissioni, ma soprattutto aiutare concretamente le famiglie in un periodo economicamente difficile. Per molte di loro significherebbe risparmiare diverse centinaia di euro all’anno.
A chi sostiene che 7 o 8 milioni siano troppi per il bilancio regionale, rispondo con un dato molto semplice. Oggi la Regione Marche investe quasi 7 milioni di euro all’anno per i voli di continuità territoriale verso Roma e Milano, un servizio che non ha mai raggiunto i 20 mila passeggeri annui. Solo ieri la compagnia DAT, che gestisce il servizio, ha confermato che nei primi sei mesi dell’anno sono stati trasportati circa 10 mila passeggeri: appena 55 al giorno tra andata e ritorno, una trentina di persone in media.
E allora la domanda è inevitabile: se la Regione riesce a trovare ogni anno 7 milioni di euro per far viaggiare massimo 50 passeggeri al giorno, perché non può investire una cifra analoga per consentire a 50 mila studenti di muoversi gratuitamente ogni giorno e alleggerire il peso economico su 50.000 famiglie marchigiane?

