VALERIA MANCINELLI

63 ANNI, AVVOCATO

Carissimi, quelli trascorsi sono stati cinque anni impegnativi, ma anche entusiasmanti e belli, perché servire la mia Ancona è l’onore più grande che la vita potesse riservarmi.

L’ho fatto stabilendo un patto di sincerità con tutti voi, con la franchezza che mi contraddistingue e che a volte, è vero, può essere scambiata per ruvidezza. Se c’era una cosa che volevo cambiare quando mi candidai a sindaco di Ancona nel 2013, era quell’alone di falsità e di palude che la politica portava addosso. Lo spettacolo dei teatrini tra i protagonisti della politica che poco aveva a che fare con l’interesse dei cittadini.

Il cambiamento è iniziato lì: nessuno spazio a beghe dei partiti, sempre e comunque la verità ai cittadini, massima concentrazione sulle necessità da affrontare. Il tutto con una squadra competente e una maggioranza compatta.

Sia chiaro, non ho la presunzione di dire che la fatica sia solo mia. Quella che stiamo vivendo  è un’epoca in cui la precarietà, le insicurezze sul proprio futuro e su quello dei nostri figli la fanno da padrone. I sacrifici veri li fanno le vostre famiglie, coloro che ogni giorno affrontano con dignità la vita e il futuro. Ma a maggior ragione, specie per il rispetto che nutro per chi affronta momenti difficili, ho sentito sempre il dovere e la responsabilità di impegnarmi a rimettere in moto una città. A beneficio di tutti.

E credo che Ancona si sia rimessa in cammino. Tanti pezzi della nostra storia sono tornati a vivere: il Porto Antico, il Passetto, La Mole, Piazza Cavour, per citare i più evidenti. E poi, le decine di interventi nel sociale, nelle scuole, nella cultura, negli impianti sportivi, nelle strade. Ancona è diventata più attrattiva per gli investimenti. Il rilancio della cantieristica, grande bacino di lavoro, è un segnale importante.

Con i 70 milioni di euro vinti su bandi europei e nazionali, nei prossimi anni possiamo proseguire il cammino: intervenire agli Archi, al Piano, alla Palombella, nei quartieri non centrali, rendere la nostra Ancona più vivibile e rispettosa dell’ambiente. Sappiamo tutti bene che i problemi da affrontare sono ancora tanti, tanti. Ma abbiamo uno strumento in più: la rinascita del nostro orgoglio d'essere anconetani. Un orgoglio diffuso, e respirato a pieni polmoni in molti momenti indimenticabili: i grandi eventi al porto antico, le inaugurazioni dell’ascensore e di Piazza Cavour, il nostro bellissimo Natale. L'orgoglio poi diventa forza, e la forza si indirizza per cambiare ancora, ancora e ancora. Così, una città intera può intervenire sul presente, e migliorare il suo futuro.

Il cammino è solo iniziato. E il cambiamento, che cinque anni fa mi ha spinto a candidarmi a Sindaco della città che amo, oggi poggia su gambe ancora più solide di allora: sulla credibilità guadagnata grazie a quanto si è realizzato effettivamente, sul campo; sulle risorse economiche recuperate per realizzare i grandi progetti di Ancona; ma soprattutto, su una città che ci crede, che tocca con mano, che ha nei suoi abitanti, in tutti voi, i veri protagonisti.

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